La Pasqua in Sicilia

A Pasqua ogni siciliano si sente non solo spettatore ma attore, prima dolente, poi esultante, d’un mistero che è la sua stessa esistenza

Gesualdo Bufalino, La luce e il lutto, 1988

La primavera si è fatta attendere. Ma finalmente l’esplodere della natura coi suoi profumi, i suoi colori, i chiaroscuri del cielo e del mare sembra non sia più un miraggio. Questo cambiamento che sottolinea il passaggio dall’inverno alla primavera precede l’arrivo della Pasqua e di tutte le manifestazioni a essa collegata. Infatti, dalla Domenica delle Palme, che quest’anno cade il 29 marzo fino alla Pasqua, il 5 aprile, sono tante le rappresentazioni e le processioni che si svolgeranno in ogni città, grande o piccola, della Sicilia intera. I cortei sono formati nella parrocchia e con le associazioni di riferimento e dalle numerose confraternite e corporazioni di arti e mestieri che sovrintendono a tutto l’apparato teatrale ricco di simbologie e di contenuti che attraversano tutti gli stadi emotivi: dal dolore di Maria alla gioia esuberante per la resurrezione di nostro Signore. Complessa è la simbologia e il sostrato culturale che caratterizza ogni paese e le sue tradizioni.

Il periodo è chiamato Settimana Santa e culmina con la domenica di Pasqua.

I riti della Settimana Santa, diventati di grande richiamo turistico, rappresentano i momenti cruciali della Passione del Cristo, come descritto nei Vangeli. I rituali religiosi salienti sono distribuiti durante la settimana a partire da:

  1. Domenica delle Palme.
  2. Quarantore
  3. Giovedì Santo
  4. Venerdì Santo
  5. Veglia Pasquale
  6. Pasqua

san biagio platani

San Biagio Platani

Come si festeggia a Palermo?

Evelin, nel suo interessante articolo, ci disegna un quadro generale approfondendo poi i prodotti che arricchiscono la tavola. Vi consiglio di leggere il suo articolo fino alla fine.

A Palermo la “Settimana Santa” è un periodo  ricco di rituali religiosi. Si comincia con la Domenica delle Palme durante la quale tutta la città è gremita di venditori di rami di ulivo dipinti d’oro e d’argento e di originalissime palmette intrecciate. Il Giovedì Santo nelle Chiese vengono allestiti i “santi sepolcri”, con piccoli giardini creati dalle donne più devote su piatti di ceramica dove crescono germogli di grano o legumi, adornati con nastri colorati. La sera si svolgono i “giri dei sepolcri” per decretare il più bello. Per scaramanzia se ne devono visitare un numero dispari. Il Venerdì Santo si realizzano le processioni nelle varie parrocchie della città. Uno dei momenti più suggestivi è il rito della “calata ra tila” (la discesa della tela) che avviene durante la notte della vigilia di Pasqua: nella zona dell’altare vengono fatte scendere dall’alto delle grandi tele raffiguranti la Passione fino a mostrare il Cristo risorto, il tutto si conclude con un forte scampanio. La domenica di Pasqua si celebra oltre che spiritualmente anche a tavola.

Come si festeggia in Sicilia?

Se volete sapere come gli altri paesi della Sicilia festeggiano la settimana santa cliccate sopra ogni link, perché ho cercato tra i numerosi siti presenti in rete e vi propongo quelli che ho trovato più interessanti, dove trovate la descrizione di ogni cerimonia, certa che ce ne saranno altrettanti ancora più ricchi di informazioni.

  1. Trapani e i misteri
  2. Terrasini e la Festa degli Schietti
  3. Prizzi e i Diavoli
  4. San Biagio Platani (Ag) e gli Archi di pane
  5. Pietraperzia (En) e U Signori de li fasci
  6. Ispica (Rg) e Cristo alla Colonna
  7. Adrano (Ct) e la Diavolata

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San Vito Lo Capo tra mare e Cous Cous Fest

Ecco qui l’eccellenza della gastronomia del Mediterraneo: il cous cous. Il piatto nasce presso la popolazione berbera in Nordafrica e poi si è diffuso in tutto il bacino mediterraneo per la sua versatilità e gusto. Da qualche parte ho letto che il cous cous risulta essere al 4° posto come cibo più consumato al mondo. In Sicilia è il piatto tipico del trapanese e a San Vito Lo Capo è diventato un appuntamento fisso per il mese di settembre. Ecco a voi il CousCousFest. Gli appuntamenti sono tanti e interessanti. Inizia il 23 settembre ma già da questo venerdì ci saranno incontri musicali e gastronomici da non perdere. Vengono presentate pietanze provenienti da tutto il mondo e soprattutto viene fatto rigorosamente all’antica.

cous-cous-peperoni

cous cous

Io compro il cous cous precotto nei supermercati più forniti (viene prima passato al vapore e poi essiccato), perché sono piuttosto pigra nella preparazione dei cibi non, purtroppo, nel loro consumo. Lo preparo di solito con le verdure, ma d’inverno anche con il bollito. Il cous cous di carne lo preferisco di gran lunga a quello di pesce! La preparazione tradizionale, quella non commercializzata, richiede tante ore di lavoro e abilità. Il cous cous è fatto di piccoli grani di frumento duro macinato in modo grossolano. Anticamente la semola veniva bagnata con l’acqua e lavorata con le mani per farne piccole palline a loro volta ripassate nella semola asciutta per fare in modo di tenerle separate e poi passate al setaccio. Questo procedimento veniva ripetuto tante volte fino a quando tutta la semola non era stata lavorata al punto tale da essere pronta per venire essiccata al sole. Poi veniva cotto nelle apposite pentole, couscoussiere dove in basso viene sistemato il condimento (carne, pesce, verdure) e sopra il cous cous che cuoce a vapore e assorbe l’aroma della base con cui verrà condito.

Non vi è venuta fame? a me si!

Sono stata a San Vito solo per andare al mare e tanti anni fa oramai. Ricordo la scottatura presa durante la passeggiata allo Zingaro. Non è normale che a luglio ci si dimentichi la crema solare e si decida di andare alla riserva alle 11 del mattino… Mah

San Vito Lo Capo, comunque, si può raggiungere da Palermo grazie alla compagnia Russo. Dista circa 110 Km e in poco meno di due ore si è là. Tutte le guide turistiche decantano le meraviglie naturalistiche della zona. Vero. La spiaggia è molto bella e la riserva dello Zingaro è un luogo incantevole. Ma a San Vito trovate anche altre meraviglie come il Faro.

Qualche anteprima l’ho data, ma il resto tocca a voi scoprirlo!

faro trapani

rounditalycruise