Ricette tra dolce e salato

Il weekend appena trascorso ci ha regalato delle frizzantine giornate di sole. Ne ho goduto in parte passeggiando per le vie del centro, in parte restando dentro casa dalla finestra della mia cucina dove ho spadellato dalla domenica mattina. Da tempo avevo in mente di fare queste due ricette: una dolce, la torta CP, e l’altra salata, i biscotti alla zucca. La ricetta della prima giaceva da tempo immemore sulla mail prima e sul ricettario poi. Una mia carissima ospite (Ciao Carla, finalmente ho prodotto!), dopo aver assaggiato una mia torta, mi ha ricambiato con la ricetta della sua preferita: un concentrato di ciccia e brufoli ma di un gusto unico e inimitabile. La seconda ricetta, invece, l’ho scovata qui. Ma ho aggiunto noce moscata e pepe. Cos’è la vita se manca un po’ di spice? I biscotti sono fantastici come accompagnamento ai formaggi e ai salumi. Ci abbiamo pranzato e credo che per un brunch siano perfetti. Ma anche per una colazione rinforzata.

Provateli anche voi e poi mandatemi la foto! Intanto vi faccio conoscere i miei ospiti: due coppie arrivate lo stesso giorno che hanno fatto amicizia e durante la colazione è stato un piacere parlare con loro. Quando tornate a trovarmi?

noi della piccolasicilia

Ricetta Dolce: la torta di Carla P.

tortaCP

Ingredienti

150 grammi di farina

50 grammi di pan grattato

300 grammi di nocciole tostate (questa è stata la parte cammuriosa. Non ho trovato quelle sgusciate e ho fatto a mano…)

120 grammi di burro

160 grammi di zucchero

3 uova

1 bicchiere di panna fresca

1 tazzina di caffè ristretto

1 bustina di lievito

Procedimento

Tritare le nocciole in modo grossolano, nel frattempo fai montare uova e zucchero. Aggiungere man mano il solido: farina con il lievito e pan grattato (che avete miscelato prima in un contenitore a parte per amalgamare gli ingredienti). Alla fine aggiungete il burro fuso tiepido, la panna e il caffè. Stendete il burro nella teglia e spolverate di pan grattato e versate l’impasto. Livellatelo e mettetelo in forno per circa 60 minuti a 180 gradi (vale sempre la prova stecchino, che i tempi di cottura variano da forno a forno).

 

 

Ricetta Salata: biscotti salati alla zucca

biscotti salati alla zucca

Ingredienti

250 grammi di farina (anche se poi alla fine ne ho aggiunto un altro po’ ma non saprei quantificare, regolatevi con l’impasto)

250 grammi di polpa di zucca (che bollirete o metterete al forno per preparare poi la purea)

40 grammi di burro

80 ml di latte di riso e/o soia

spezie q.b. (noce moscata e pepe nero)

1 bustina di lievito

Procedimento

Sbucciate la zucca e preparatela o al forno o con la pentola a pressione. Usate il minipimer per ottenere la purea. Preparate la farina, le spezie, il lievito in una ciotola e aggiungete il solido al liquido, aggiungendo poco per volta il latte e il burro fuso e mescolando fino ad ottenere un impasto molle ma omogeneo. Ho lasciato riposare l’impasto (ma potete anche saltare questo step) per circa un’ora e poi ho preso la sac à poche inserendo là dentro l’impasto morbido per poi stenderlo in una placca foderata di carta forno. Inserire nel forno già caldo per circa 15 minuti a 180° (fino a quando non diventano dorati).

From Sardinia with love. Much much love!

Alcune settimane fa ho avuto a casa alcune persone che vivono nel quartiere dove sono cresciuta. Quartiere è ridondante. Diciamo che è meglio chiamarlo su bixinau: pugno di case che affollano l’unica strada principale dove tutti sanno, nessuno vede ma sono capaci di chiederti “Mangiato pesante ieri?” se scureggi nell’intimo della tua camera per mezzora.

Mi conoscono da quando ero in fasce. Con alcune di loro ho condiviso esperienze goderecce che ci hanno visto girovagare tra Spagna, Croazia, Svizzera e qua e là per l’Italia, con altre si andava in giro a fare, su disparati argomenti, delle interviste: una filmava e io (che parlo assai) intervistavo. Con un’altra ho condiviso paure e desideri adolescenziali e progetti per il futuro, piangendo lacrime di felicità quando ho tenuto il suo piccolo di manco un giorno sulle braccia…

Si, sono state delle persone importanti e lo sono tuttora, anche se la vita ci ha portato a scegliere strade diverse. Mi ha fatto piacere rivederle, accompagnarle in città, far conoscere i posti che mi hanno adottata e che amo. Avrei voluto passare più tempo assieme, ma si sa: il tempo passa veloce quando si sta bene.

Una nota di merito anche ai biscotti Loi-Zedda: sono un fiore all’occhiello dell’economia dolciaria del mio paese. Hanno visto tempi migliori, certo, ma hanno fatto la storia del mio piccolo mondo e ne vado orgogliosa e pure golosa… mezzo chilo di questi non hanno superato i tre giorni, poveri deliziosi biscotti finiti dentro il mio tazzone di latte la mattina. poveri!
sardegna

 

vi abbraccio forte amiche mie

From Japan to Palermo

Hiroko e Michuaru sono due ragazzi che vivono a Tokyo. Palermo è una tappa obbligata come lo è tutto il sud di Italia per queste settimane di vacanze che hanno a disposizione. Sono stati giorni in cui durante le colazioni abbiamo riso tantissimo perché Hiroko è stata bravissima con i suoi sorrisi e la sua simpatia a coinvolgere anche i ragazzi dell’altra stanza. Poi la curiosità per una cultura così diversa mi ha portato a sorprendermi per qualsiasi cosa mi venisse raccontata. Hiroko invece è rimasta entusiasta delle case di Palermo: dai soffitti “infiniti”, decorate e spaziose. Quando sono andati via mi hanno regalato un ventaglio di PiKaciù, dei salatini aromatizzati al fagiolino verde (o_O) e delle salviette umidificate rinfrescanti, anzi… congelanti. Non so cosa potevano contenere, ma una volta strofinate sulla pelle (tranne il viso, hanno tenuto a specificare) entravi per un minuto o due in uno stato di ibernazione. La mia idea è di iniziare un commercio di questo tipo di salviette che a Palermo potrebbero essere usate nelle calde giornate…. da marzo a ottobre, praticamente! Pensate possa avere successo?

collagejapanese

Ci siamo lasciati con tanti abbracci e baci e la promessa di rivederci presto, magari a Tokyo! I love my guests!

Buon Ferragosto

34 gradi: pare sia arrivata l’estate con l’anticiclone africano, che – ahimè – ci abbandona la prossima settimana. Però non demordiamo: le nostre giornate finiscono sempre al mare, per due o tre ore, almeno fino a quando il sole non tramonta verso Capo Gallo, lasciandoci anche una sensazione di frescolino con la brezza che arriva dal mare dritto nel corridoio della cabina.

Nel collage dedicato al Guest Corner trovate le impressioni di viaggio dedicate a Palermo di Rita e Giuseppe, lei portoghese lui di origini napoletane che abitano a Madrid. Quella che vedete in basso a sinistra è la ciocchina cake, la torta zucchina-cioccolato fatta da Barbara per Alessandro e i suoi amici. Il ragazzo ha gradito la torta assaggiata durante la colazione; poi Barbara mi ha chiesto via mail la ricetta. Ben lieta di condividere questa bontà, soprattutto se poi serve come merenda genuina e sana per far crescere robusta la generazione di domani.

Paola e Giorgio, invece, sono stati dei temerari. Dopo aver affittato la bici presso la cooperativa Palma Nana (che consiglio vivamente perché è a pochi passi da casa), mi hanno dimostrato che Palermo è una città ideale per le bici. Certo, lottare con il traffico è dura, ma con dei trucchetti è tutto molto più semplice. La potete poi sistemare nel nostro balcone, ampio per poter parcheggiare due bici che fanno compagnia alla spiderman-bike di Cesare!

BUON FERRAGOSTO

collage ospiti

Vado in vacanza. Ma prima vi lascio un saluto dalla Francia

Io vado in vacanza dal blog.
Ma ho mille idee in testa e tanta voglia di programmazione che proprio vacanza vacanza non sarà mica, eh! Questo vuol dire che non scriverò dei post con frequenza ma sarò presente, anzi super attiva, nei vari social (twitter, instagram, facebook e pinterest). Ma dove andrà mai la Piccola Sicilia in vacanza? Dietro casa, c’è sempre il lavoro da portare avanti eh!
Il mio mare, infatti, sta alla Torre, poco più in là di Mondello, scelta obbligata per vari motivi:
– è a venti minuti di macchina da Palermo
– il posto è piccolo e la gente mormora. (E con un PiccoloSiciliano scalmanato è una benedizione che tutti ci conoscano)
– si può scegliere tra mare e piscine di acqua salata
– lì villeggia anche mia cognata e se al mare non posso andare io almeno ci va il bambino
– la pollanca che vende la signora accanto all’ambulanza è una delizia! (e questo è un valore aggiunto)
Perché si chiama La Torre? Non c’è bisogno di dire altro. Questa torre sovrasta l’intero villaggio.
la torre
Oggi a Palermo c’erano 25 gradi: soffiava un vento “forte” (sono abituata al maestrale, per questo ho virgolettato quello che forte non mi sembrava proprio) e a tratti piovigginava. Che fare? Andiamo al mare lo stesso!
Il villaggio era vuoto. Due o tre temerari come noi e la piscina vuota. Ho potuto fare delle foto. A me il mare piace anche così. Ci sono delle cabine sparse un po’ ovunque. Qualcuna anche a precipizio sul mare. La nostra è lungo un corridoio che poi porta al solarium. Qui mi sono messa a leggere e ad aspettare che gli uomini tornassero dalla piscina rinvigoriti da una prima nuotata. Poi li ho seguiti e fotografati, a testimoniare quanto sono pazzi padre e figlio a nuotare con la pioggia al di là della montagna.
Trascorrerò così anche i mesi a venire, fino a metà settembre. Mi riposerò, mi abbronzerò, nuoterò, ingrasserò (ecco… si parla tanto di street food… ma il beach food dove lo mettiamo? pannocchie calde, ciambelle, coccoooo belloooo). Ma intanto scriverò planning su planning
la torre 2
DSCN1288
lato piscina
i miei due uomini
Per la sezione Guest’s Corner, copio e incollo la mail che mi hanno mandato le ragazze francesi. che parlavano l’italiano molto meglio di me! Secondo voi è piaciuta loro Palermo?
Buongiorno Raffaella,
Ti ringraziamo ancora per la tua accoglienza e le deliziose cose che hai preparato la mattina! Abbiamo adorato Palermo, come venivamo solamente quattro giorni, non volvamo chiuderci, dunque, contrariamente alle nostre abitudini, non hanno fatto molte visite. Abbiamo potuto fare tutto a piedi. Abbiamo adorato la cattedrale, la chiesa della Martorana, la cappella Palatina. Passeggiare a Palermo è molto piacevole, l’ambiente è caloroso. Il sabato mattina abbiamo fatto i mercati di Ballaro et di Capo, una moltitudine di odore, di freschezza e di colori! Abbiamo fatto anche due mezzi giornata a Mondello, primo alla spiaggia ma troppo popolata per noi, poi in terrazzo (“biondo mare”) in altezza a era rifinito 🙂 Abbiamo mangiato molto bene a Palermo, il ristorante di pesce che c’avevi consigliato era favoloso. Abbiamo scoperto in ristorante “al fondaco del conte”, semplicemente meravigliosi. Grazie di cuore ancora per tutto, baci a Cesare e a te!

Aline, Amandine e Juliette.

BUONE VACANZE A TUTTI

La colazione è il momento più importante della giornata!

Norma ha un sorriso entusiasmante. Una parlantina infinita e una curiosità estrema. Durante la colazione si parla, si parla tanto. E si mangia. Anche io di solito prendo un caffè che altro non è che la scusa per intrattenermi a chiacchierare con i miei ospiti. Il momento della colazione, poi, si è dilatato nelle mail. Norma infatti si è incuriosita in particolar modo di un dolce presentato la mattina insieme al caffè e al latte. Si tratta del biancomangiare. Ne parlo qui.

Mi ha scritto per chiedermi la ricetta e le ho chiesto di mandarmi le foto una volta fatto. Eccole. Complimenti Norma, la tua curiosità per questo dolce e la sua storia mi fa apprezzare ancora di più il lavoro che faccio. Spero di rivederti presto.

il dolce di norma

Camminata tra le stradine di Udine a Palermo

Ospitare significa anche conoscere persone e incontrare luoghi. Gli ospiti di alcune settimane fa mi hanno parlato della loro cittadina di residenza, da me ignorantemente confusa.

“Ah, si Udine… quella cittadina sul lungomare con una piazza lastricata di marmo bianco…”

“Ehm, no… quella è Trieste”. 

“Bene! Allora Udine dov’è???”

Figura balorda a parte, ho realizzato che la cittadina ha circa 100 mila abitanti, situata al centro della regione, a soli 20 Km dal territorio sloveno, è capoluogo di provincia del Friuli Venezia Giulia. Durante le chiacchierate mattutine, tra un caffè e un ripasso dei monumenti e delle chiese viste il giorno precedente (ebbene si! interrogo durante la colazione… ), mi hanno fatto conoscere una curiosa storia che ha a che vedere con un’antica via della città.

Si tratta delle “contrade dal spelevilan” che in friulano indica un antico toponimo dell’attuale via Paolo Canciani. Le origini del nome risalgono al 1300 quando già allora la città aveva una vocazione prettamente commerciale. I contadini (da qui vilan), infatti, venivano in città a vendere i loro prodotti e tornandosene a casa, passavano per questa borgata dove tra osterie, bagni caldi e postriboli, lasciavano gran parte del denaro guadagnato.
Non si possono avere dubbi, no?  A levare la pelle (spele) al contadino (vilan) non ci voleva poi tanto!

Le foto presenti sono dei primi anni Ottanta, quando la vecchia piazza San Giacomo (ora piazza Matteotti) era sede del mercato locale. Oggi i palazzi, mi raccontano, sono stati quasi tutti recuperati e la piazza è davvero molto bella. Solo che le bancarelle non si sono più… al loro posto tanti bar con tavolini fino ai bordi della piazza. Le foto sono di Maurizio Gobitta e nel suo nome trovate il link all’album pubblico dedicato a Udine presente su facebook.

San Giacomo-ph.Gobitta

 

San Giacomo-ph. Gobitta

Una mattina ho presentato in tavola un piatto di gelsi che consideravo così “eccezionali” da non rendermi conto che gli alberi di gelsi sono così “normali” in Friuli da essere usati come confine, per delimitare un terreno dall’altro. E non avendo mai visto l’albero eccomi subito accontentata: eccone tanti perfino con la neve!

i gelsi - ph. Gobitta

 ph. Maurizio Gobitta


Mi ha entusiasmato chiacchierare con loro e conoscere una parte della storia della loro città. Spero tornino presto a trovarmi, ho tanto ancora da chiedere. Per esempio sui dolci. Se leggete, per favore, lasciatemi un commento o preparatevi sul tema. Non vi darò scampo! 

recensione udine

Sono contenta. Ora posso dire di essere, almeno un poco in più, di sana e robusta… geografia!

 

 

Espana

Alojar también significa conocer a gente y lugares. Hace unas semanas los huéspedes me hablaron de su ciudad de residencia, y  ignorantemente me confunde .

” Ah , sí … que la ciudad de Udine en el paseo marítimo con una plaza pavimentada con mármol blanco … “

“Uh , no … eso es Trieste. “

“¡Bien! Udine ¿Y dónde está ? “

Figura estúpida a un lado, me di cuenta de que la ciudad tiene unos 100.000 habitantes, situada en el centro de la región, en el Norte de Italia, a sólo 20 km del territorio esloveno, es la capital de la provincia de Friuli Venezia Giulia . Durante las conversaciones de la mañana, incluyendo un café y una revisión de los monumentos e iglesias visto el día anterior, me presentaron una curiosa historia que tiene que ver con una vieja calle de la ciudad .

 

Estas son las “tierras de spelevilan ” un antiguo nombre friulano que indica ahora la calle denominada Paolo Canciani. Los orígenes del nombre se remonta a 1300 , cuando antes la ciudad tenía una vocación puramente comercial. Los campesinos (de ahí Vilán ) , de hecho, llegaron a la ciudad para vender sus productos y tornandosene casa , pasaron por este municipio , donde entre tabernas, baños calientes y los burdeles , dejaban la mayor parte del dinero ganado .

No se puede tener dudas , ¿no? Para quitar la piel ( Spele ) a el agricultor ( vilan ) no se tomó mucho!

Las fotos son de la década de los ochenta , cuando la antigua plaza de St. James (ahora Piazza Matteotti ) fue la sede del mercado local . Hoy  los edificios , me dicen , han sido casi todos recuperados y la plaza es muy agradable. Sólo los puestos que nunca tienen en su lugar … así que muchos bares con mesas hasta los bordes de la plaza. Las fotos son de Maurizio Gobitta y en su nombre se encuentra el enlace al álbum público dedicado a Udine esta en facebook.

 

Una mañana me trajo a la mesa un plato de moras que consideraba como ” excepcional ” al no darse cuenta de que los árboles de moreras son tan “normal” en Friuli para ser utilizado como una frontera para definir un área en el otro. Y ya que nunca había visto el árbol que soy ahora satisfecha : aquí son muchos, incluso en la nieve me cautivó charlo con ellos y llegar a conocer una parte de la historia de su ciudad . Espero que pronto van a volver a verme , así que todavía tengo que preguntar. Por ejemplo en los dulces . Si usted lee , por favor déjeme un comentario o preparados sobre el tema. No voy a dar una oportunidad!