Il borgo più bello dell’anno 2015: conosciamo meglio Montalbano Elicona

Montalbano Elicona è stato eletto, tra i venti finalisti, il borgo più bello dell’anno grazie al webvoting del noto programma televisivo Alle Falde del Kilimangiaro, in onda su Rai3. Il piccolo paese, con meno di 2500 abitanti, si trova in provincia di Messina e dista da Palermo circa 200 chilometri. Nel suo centro storico è presente un antico castello residenza estiva di Federico II d’Aragona, del XIII secolo. La sua bellissima posizione, sul versante destro della valle del torrente omonimo, lo rende un luogo affascinante. Si compone di due nuclei: uno antico, dall’irregolare tessuto medievale, serrato sulla cima rocciosa, intorno al castello; l’altro nella parte più bassa, con un impianto più regolare dato dalla modernizzazione successiva.

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L’anno scorso, invece, il titolo di Borgo più Bello dell’anno era toccato a Gangi.

Montalbano Elicona: origine del nome

La prima parte del nome è un composto di mons (monte) e albanus, da albus, bianco. In specifico, si riferisce all’antico nome del monte dove venne edificato il castello di Federico d’Aragona. Gli studiosi non sono concordi sulle origini del paese e del suo nome. Alcuni fanno risalire tale origine dai nomi latini mons albus con riferimento ai monti innevati, altri al nome arabo al bana, dal suggestivo significato di “luogo eccellente”. L’appellativo Elicona risale senz’altro alla colonizzazione greca. Durante il periodo della colonizzazione (VII-VIII secolo a.C.), i Dori, pensando al mitico monte delle Muse, chiamarono Helikon un sito, coincidente con l’altura su cui sorge il borgo medievale ed un torrente vicino il cui andamento tortuoso giustifica l’appellativo. (fonte)

Cosa fare e vedere

1) Castello

Per i cenni storici seguite il link. Il castello è stato edificato nella forma attuale tra il 1302 e il 1311 ed è l’unico esempio riconosciuto in Sicilia di palazzo residenziale trecentesco. L’apertura al pubblico del castello è prevista da Aprile a Ottobre, da Martedì alla Domenica, dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 20:00. Negli altri mesi rimane aperto nei giorni prefestivi e festivi, ad esclusione dei giorni 25 Dicembre e I Gennaio.

latorre

 

2) I Megaliti

C’è una zona, tra Argimosco, Elmo, Losi, Mattinata e Zilla, conosciuta come La Stonehenge di Sicilia, dove si ritrovano affioramenti di arenarie adatte alla costruzione di calendari astronomici per la determinazione dei solstizi e degli equinozi, con riferimenti mediante menhir. Queste rocce recano i segni di civiltà millenarie e in alcune di queste si riconoscono figure mitiche come l’Aquila, animale privilegiato che collega la terra al cielo e che indica la collocazione della Necropoli, costituita da dolmen con annessa camera funeraria e da una grande quantità di cubburi (manufatti in pietra con struttura a cupola semisferica). Di epoca successiva sono alcune tombe scavate nelle masse rocciose. Alta e imponente, scolpita sul profilo di una massa rocciosa, si staglia la figura della Dea Neolitica (l’Orante) posta in allineamento con la direzione ovest che ne esalta il profilo al tramonto del sole, ora della giornata adatta alla preghiera. Sulla sommità della roccia è scavata la vasca per la raccolta delle acque battesimali. Due menhir celebrano i riti della fecondità  e dominano la fonte intorno alla quale si celebravano gli incontri per la procreazione. Sono esaltati anche il culto del Sole, della Vita, della Morte e della Preghiera insieme con i riti propiziatori della pioggia e della fecondità della terra, degli animali e degli uomini.

Stonehange di Sicilia

 

3) Il bosco di Malabotta

La riserva naturale orientata, di circa 32 Kmq,  è un interessante itinerario naturalistico, inserita tra la fine dei monti Nebrodi e l’inizio dei monti Peloritani. La riserva è stata istituita nel 1997 e il suo patrimonio ecologico è notevole sia per l’integrità che per la diversità di flora e fauna di cui è caratterizzata. Nel sito del comune trovate le indicazioni per raggiungere il posto.

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4) Feste Aragonesi

Se passate in Sicilia in agosto non perdetevi questa manifestazione. Si rievoca l’ingresso del re Federico II d’Aragona a Montalbano. Secondo quanto riportato dagli archivi storici, il sovrano si recava saltuariamente e per brevi periodi a Montalbano, accompagnato dalla sua corte e dal suo consigliere e medico personale Arnaldo da Villanova. La rievocazione è quindi un modo per mantenere vivo il legame con la storia e con il territorio, festeggiando l’identità di una comunità intera e regalando al pubblico la possibilità di un tuffo nel passato. (fonte)

 feste-aragonesi
Panoramica delle foto di Guido Giannone

 

(fonte del post)

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