Cosa fare per Carnevale? Andiamo ad Acireale

Acireale sorge su un altopiano di origine lavica. Si trova in provincia di Catania ed è una delle cittadine tra le più popolose della provincia. Il paese è noto per il suo Carnevale, oltre che per l’Etna alle spalle, gli edifici barocchi e le Terme romane. Una volta arrivati a Catania in bus potete prendere la linea Zappala-Torrisi per raggiungere Acireale.

Acireale

Il Carnevale ad Acireale

I festeggiamenti per il Carnevale, come da programma, sono concentrati nelle prime due settimane di febbraio. Da anni è gemellato con quello di Viareggio e durante l’estate, la prima settimana di agosto, si ripropone la sfilata per i numerosi turisti che affollano la zona. I carri allegorici sfilano nel fine settimana lungo il centro storico del paese, palesando la maestria delle scuole che lavorano la cartapesta e dando poi manifestazione della propria grandezza esibendosi in punti precisi.

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Il Carnevale di Acireale vanta un’antica tradizione: le prime notizie storiche risalgono alla fine del Cinquecento. Grazie a un bando della Corte Criminale di Jaci (antico nome della cittadina) del 1612 si è a conoscenza dell’usanza di “giocare” al tiro di arance e limoni durante il Carnevale, che viene vietata per problemi di ordine pubblico. Dopo l’introduzione degli abbatazzi, i poeti popolari che improvvisavano sagaci rime lungo la strada e le piazze (si legge in questa fonte: “Abbatazzu è il nome di una maschera della tradizione siciliana, in particolare della provincia di Catania. E’ irridente a nobili ed ecclesiastici ma con l’autorizzazione della Chiesa. Con satira e derisione dei potenti, spopola durante l’antico e famoso Carnevale barocco di Acireale, nella provincia di Catania, gemellato con il Carnevale di Viareggio), e della cassariata, sfilata di carrozze trainate da cavalli con dentro i nobili della zona che lanciavano confetti agli spettatori. Altre maschere tipiche sono: i Baruni, maschera successiva del più famoso Abbatazzu, che “indossavano una grossa cappa, un cappellone a cilindro, nastrini sgargianti, grossi colletti, grosse catene, con portamento grossolano e bifolco. Facevano il verso alla nobiltà”. Poi c’erano i Manti e i Domino. I primi erano coperti da grossi mantelli di seta nera, nascondendo l’intera figura. Fu poi sostituita nel tempo dal Domino, che era una maschera completamente nera che celava l’identità, ma con vesti meno ricche. Il costume fu poi bandito per motivi di pubblica sicurezza nei primi anni del XX secolo, poiché alcuni malviventi usano travestirsi così per celare la propria identità e confondersi nella folla intenta a festeggiare il carnevale dopo aver compiuto delitti.(fonte)

Negli angoli di ogni strada bizzarri e spiritosi giochi popolari, come l’albero della cuccagna, il tiro alla fune e la corsa con i sacchi, giochi tornati alla ribalta da diversi anni. Un tocco di eleganza e di vivacità al Carnevale di Acireale viene conferito dalle macchine infiorate: le prime automobili addobbate richiamano il ruolo ricoperto dai “lando” durante l’Ottocento. Nel 1948 entra nel novero delle più rinomate manifestazioni a livello internazionale.(fonte)

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fonte

 

 

 

 

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