Cosa fare per Carnevale? Andiamo a Rodì Milici per I misi i ll’Annu

Rodì Milici si trova in provincia di Messina. Il paese, con poco meno di tremila abitanti, è famoso per la recita in dialetto che si svolge durante il Carnevale. Ma non solo: è stato scenario di battaglie (Mamertini e Gerone II) e fiorente cittadina in epoca punica. La manifestazione è stata inserita dalla Commissione Eredità Immateriali nel Libro delle Celebrazioni, delle Feste e delle Pratiche Rituali “in cui iscrivere i riti, le cerimonie e le manifestazioni popolari associate alla religiosità, ai cicli produttivi, all’intrattenimento e ad altri momenti che si pongono quali tratti storico-culturali caratterizzanti la vita di una comunità” (fonte aggiornata, con tutto l’elenco dei comuni e delle manifestazioni riconosciute, al 2013), perché mette in evidenza la “scenografica declamazione di un testo popolareggiante dovuto al poeta-contadino Giuseppe Trifilò, accompagnato da un variegato corteo di dodici cavalieri, su bardati asini o cavalli per magicamente rifondare al comando del Poeta/Re del Carnevale, l’ancestrale potere del ciclo agrario dell’anno ai fini della sopravvivenza della comunità/territorio (fonte)

 

Rodì Milici

Domenica 15 e martedì grasso 17 febbraio 2015 come ogni anno si svolge nel paese la sfilata dei Dodici mesi dell’anno, i Misi i ll’Annu, recita in un atto unico tratta dal testo di Trifilò che la porta in scena nel 1905. L’origine della manifestazione risale, però, al 1880. I dodici mesi dell’anno si contendono la corona del Re, che rappresenta il Tempo, al ritmo di versi incalzanti come un duello. Saranno poi la figura del Poeta e del Viandante a risistemare l’ordine delle cose.

Come si svolge?

Le persone coinvolte nella pantomima sono 15. Per rappresentare i misi ‘i ll’annu si addobbano 14 asini o cavalli, con tappeti e drappeggi di vari colori. In groppa a questi cavalli salgono i Mesi e  poi il poeta e il re, solo il forestiero recita la sua parte stando in piedi.
I Mesi, indossando costumi poveri ma di grande fascino visivo, in groppa a degli asini o cavalli bardati a festa, giungono in piazza accompagnati dagli attendenti.
Qui, con tono fermo e uno alla volta, si rivolgono al Re chiedendone la corona e il potere in cambio del benessere che hanno offerto alla comunità. Ecco che sciorinano i loro pregi e quanto di buono hanno fatto per la comunità.

Gennaio: Mese che fornisce acqua ed alimenti

Febbraio: mese di gaiezza e di sciali

Marzo: primavera risplendente di piante

Aprile: mese della bellezza

Maggio: abbondanza di franzisi (aratro a una sola ala) e tumunìa (grano marzuolo)

Giugno: giornate di mietitura

Luglio: frumento e frutti di ogni specie

Agosto: gran caldo e ricchezza di frutti

Settembre: cantando si va nella vigna

Ottobre: vendemmia e salsicce

Novembre: vino pronto e neve

Dicembre: nasce il Cristo

Spetterà al Poeta, alla fine delle appassionate perorazioni dei Mesi, il compito di ricomporre l’insanabile conflitto, ristabilendo così le consolidate certezze del vivere quotidiano, “Siete come la fame con la sete/ e l’uno e l’altro non vi dis’amate/ va bene che il mondo sostenete/ ma un solo Dio regna in Trinitate?..” (fonte)

 i mesi dell'anno

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rodì milici-carnevale

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