Mi si è inceppato il lunedì. Vi racconto un po’ di fatti miei #3

La settimana appena trascorsa, tra piogge (sempre meglio di quanto accaduto a Catania) e bronchiti infantili, sono stata a casa tutti i giorni. Domenica, però, mi sono presa una boccata d’aria. O meglio: di cultura. Benefici che si riscontrano anche oggi, black monday per eccellenza: scadenze da rispettare e, soprattutto, canone Rai per l’attività da pagare… Ma ancora tanto entusiasmo per il patrimonio custodito da questa città.

Dicevo, ho partecipato domenica, grazie anche alla diffusione che nella pagina facebook ha dato il gruppo Siculomania, al percorso tra le vie del centro storico di Palermo del Cammino del Santo Sepolcro organizzato da ITImed. L’appuntamento era alle 9 in piazza Bellini. Sono arrivata dieci minuti prima e la guida, la giovane e bravissima Chiara Sciortino, era già là ad aspettarci. Questo mi fa sentire coccolata, lasciatemelo dire. Le poche parole introduttive del presidente dell’associazione, Antonella Italia, mi hanno colpito: “camminare è anche un modo intimo di vivere la città”. E quanto ne avrebbe bisogno Palermo! Auricolari indossati e forza dai! Iniziamo.

Il percorso inizia proprio dalla piazza e il filo conduttore è la scoperta della Palermo medievale e dell’itinerario dei pellegrini: dall’accoglienza, alla breve permanenza fino all’accompagnamento per la strada che portava a Messina, punto di smistamento per Roma e Gerusalemme. Le tappe previste dal percorso in Palermo sono tre:

  1. San Cataldo
  2. Santa Cristina la Vetere
  3. Oratorio di Santa Caterina d’Alessandria.

Ma nel tragitto da una tappa all’altra le sorprese non mancano. Intanto sopra di noi, ad attenderci, svetta imperiosa la Chiesa di San Cataldo.

San Cataldo- Visione laterale

La chiesa era in origine la Cappella del complesso del palazzo dove risiedeva Maione di Bari, ammiraglio e gran cancelliere del re GuglielmoI a cui si fa risalire l’edificazione (1154-1160). Maione muore dove un attentato e la chiesa, particolarmente spoglia, risente della mancanza di fondi per il suo completamento. Quello era un luogo deputato alle investiture di cavalieri medievali diventato poi una gancia del Santo Sepolcro. Un pannello esplicativo all’esterno ci mostra come è strutturata architettonicamente la chiesa: c’è tutto un gioco di simbologia tra l’uso dell’ottagono, del quadrato e del cerchio. Ogni figura corrisponde a un significato troppo complesso per parlarne in questa sede. E poi… mica posso svelare il mistero che aleggia in questo tour: bisogna vivere questa esperienza emozionale.

pianta di San Cataldo

 

Prima di arrivare alla seconda tappa, la chiesa di Santa Cristina, attraversiamo l’Albergheria scoprendo dove scorreva il fiume Kemonia e come si ammirano dall’alto le guglie della Cattedrale e i telamoni della cupola della chiesa del Carmine.

dove scorreva il Kemonia

 

cattedrale di palermo

I telamoni della Chiesa del Carmine

 

Arriviamo alla seconda tappa, dopo un caffè e una ciambella che… diciamolo… non posso farmela proprio mancare, magari mentre gli altri sono sopra la torre così nessuno aspetta nessuno! La Chiesa di Santa Cristina La Vetere, patrona della città prima del culto barocco di Santa Rosalia, si trova dopo la Cattedrale, nell’antica via francigena. Qui i pellegrini che si recavano o tornavano dalla Terra Santa ricevevano accoglienza. La chiesa fu fondata nel 1174 nel luogo dove scorreva il Papireto e si trovava una nave che trasportava le reliquie della santa (1160). Rappresenta un’anomalia nella storia delle chiese normanne a Palermo per alcuni elementi che la differenziano dalle altre. Vi consiglio di fare il tour, perché non posso rovinarvi la sorpresa. Nel tragitto dalla seconda all’ultima tappa percorriamo l’antico quartiere nominato Seralcadio o anche degli Schiavoni, visto che qui venivano venduti gli schiavi, e ci troviamo di fronte alla Moschea. Siamo proprio dietro i quattro Canti.

moschea

L’ultima tappa è l’Oratorio di Santa Caterina d’Alessandria. La matrice serpottiana dell’oratorio lo distanzia notevolmente dai monumenti visti finora, ma il filo conduttore è rappresentato dal fatto che dal 1946 è sede della Luogotenenza Italia-Sicilia dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, cioè è un luogo deputato ad accogliere ancora oggi attività profusa verso la Terra Santa. In questo quartiere, nominato dell’Olivella, si dice si trovasse la casa dei genitori di Santa Rosalia. L’oratorio fu decorato da stucchi e statue eseguite da Procopio Serpotta e Domenico Castelli dal 1719 al 1727.  Prima di raggiungere nuovamente piazza Bellini, il tour si snoda lungo la Vucciria e altre piccole preziose informazioni vengono condivise con i partecipanti.

ordine cavalleresco

cortile

oratorio

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