Mi si è inceppato il lunedì. Allora racconto un po’ di fatti miei #1

Dopo essere andata a letto a mezzanotte passata, mi sono svegliata alle 4 per un dolore alla mano, una sorta di formicolio e la sensazione di intorpidimento, che mi è scomparso non appena mi sono seduta sul letto e ho mosso l’arto. Solo che poi non mi sono più riaddormentata. Sono scesa in cucina e ho buttato giù due righe bevendo una tisana. Ho preso sonno verso le 6 e la sveglia era puntata alle 7. Pazienza. Sarà solo una giornata un po’ sonnacchiosa e aspetterò la stanchezza per più tardi. Si, perché pur avendo dormito poco non ho manco sonno. Sarà perché ho ricevuto una mail che mi ha messo di buonumore, sarà perché ho visto le statistiche di visita del mio blog in aumento, sarà perché… sembra che i post dove, con spontaneità, racconto di me, di noi, del nostro lavoro tra frivolezza e informazione suscitano più interesse! Continuerò a far uscire temi del genere, ma il blog è nato anche per raccontare Palermo. La Palermo che più mi piace: con la sua storia, i suoi monumenti, la sua gente.

Voglio parlarvi della mail ricevuta. Mi sono iscritta alla newsletter di Anna Turcato (come chi è? rimediate subito qua) perché attratta da una tipologia di lavoro che NON mi piacerebbe fare ma ricevere. Perché sono una grandissima pigrona. Perché di solito faccio fatica a mettere insieme due colori che non siano nero e nero slavato, quello dei 60° per intenderci. E quando metto assieme dei colori questi sono improbabili. Così mi tengo sotto il naso le sue dritte. Non si sa mai.

E quel non si sa mai è arrivato inaspettato durante le feste. L’ultima newsletter mi invitava a presentarmi e a fare una domanda di stile, coerente con il suo essere image consultant e style strategist ma senza approfittarne, che potesse essermi utile per il mio lavoro. Le ho risposto subito ringraziandola per il tempo che mi regalava e che non avevo una domanda precisa. Ho solo scritto quale era il mio lavoro, chiedendomi se la sciatteria non fosse dietro l’angolo stando a casa. A volte si rischia: la stanchezza, la poca voglia (tanto non devo uscire, non mi vede nessuno, chissenefrega) e poi la gente arriva e tu ti senti inadeguata solo perché avresti potuto almeno cambiarti le scarpe. Potete dirmi che sono cose che avrei potuto vedere da me. Vero. Però che dire di Anna che si è presa la briga di regalarsi e regalarmi un momento per riflettere?

Mi ha risposto (immaginate la mole di lavoro che ha fatto, completamente gratuito!) suggerendomi di giocare con colori caldi e di non fare quei piccoli errori in cui si può incorrere in un lavoro domestico/casalingo. Ergo no pantofole (cavolo?? ma come ha fatto a scoprire che ogni tanto dimentico di toglierle?) no mollettone (ma ho i capelli corti, me la sono cavata per un pelo) e no trucco pesante (non ho mai corso il pericolo). I suoi consigli? Riassunti in una pratica moodboard che mi ha allegato. E questa esplosione di colore caldo mi ha affascinato. Poi c’è il nero. Mi sono tranquillizzata subito.

l-6

La sua pagina facebook è ricca di consigli e di pratiche board con suggerimenti trucco-vestiario.

Ho scritto un post molto affari miei, ma volevo condividere con voi questa piacevole sorpresa.

Invece questa è la sua ultima intervista. Che dire? La adoro. Aspetto che organizzi a Palermo un corso e ringraziarla di persona. In attesa,  lo scrivo: Grazie Anna!

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