Sull’aria fritta: Santa Lucia e l’arancina

C’è una cosa che a Palermo si sa fare bene: friggere. A volte si frigge l’aria ma, fortunatamente, per lo più si friggono anche arancine. La festa delle amate bombe di riso con all’interno variegati gusti è proprio oggi che è Santa Lucia: il giorno del “grande fioretto” per ricordare il miracolo attribuito alla Santa che liberò la città dalla carestia mandando un bastimento carico di grano che non venne utilizzato per farne farina ma venne bollito e condito con un filo d’olio e solo successivamente trasformato in un piatto dolce. Nasce così la cuccìa, che ora è consumata principalmente come dolce, con ricotta e cioccolato. L’altro grande piatto tipico senza né pane né pasta sono le arancine.

I nostri amici dello Streat Palermo stanno festeggiando così il giorno di Santa Lucia: arancine bombacondite alla carne e rigorosamente homemade. Il riso viene bollito dalla sera prima, fatto riposare e la mattina successiva viene modellato nella classica forma della palla e poi condito.

Arancina alla carne- Streat food Palermo

Chi era Lucia?

Lucia era una giovane di Siracusa che era promessa sposa a un suo concittadino. La madre era molto malata e così la ragazza decise di andare insieme a lei a Catania, in pellegrinaggio, per chiedere l’intercessione di Sant’Agata. La santa le guarì la madre. La giovane fece voto di castità; intanto venne a sapere del suo prossimo martirio. Quando rientrò a Siracusa, lasciò il fidanzato distribuendo i suoi beni ai bisognosi. Egli, furente per l’onta subita, la denunciò all’autorità competente come cristiana. Lucia morì trafitta da una spada.

santa lucia

L’iconografia la vede raffigurata mentre sorregge un piattino dove sono posti i suoi occhi, che lei si strappò per donarli al fidanzato per ricordargli la sua bellezza, la palma del martirio e talvolta viene raffigurata anche la spada che la trafisse. Scrive il Basile che questa è anche l’iconografia con cui si rappresentava Eos, la a dea dell’Aurora, della prima luce del giorno. Che è riferimento chiaro a un antico culto pagano.

Santa Lucia trafitta dalla spada

Era il 13 dicembre.

Questo giorno si fa una grande rinunzia: il precetto cristiano prevedeva di non mangiare carne e visto che la carne all’epoca scarseggiava allora si rinunciò al pane e alla pasta. Tutt’oggi è così: il fioretto prevede di mangiare solo riso e patate. E la fantasia dei palermitani si è scatenata in un susseguirsi di pietanze che niente hanno da invidiare al pane e alla pasta.

C’è un detto popolare che dice:

 Santa Lucia la cchiù longa nuttata chi ci sia

L’ho capito solo dopo aver mangiato le arancine. Ma non perché erano fituse, solo perché ne ho mangiate tante… ehm, troppe! Ho avuto un mal di stomaco tale che da farmi trascorrere la notte in bianco. L’aneddoto è però legato al collegamento tra la luce e la santa. Si dice anche:

Santa Lucia ‘u jornu cchiù curtu ca cci sia

Oggi ho festeggiato così: arancine calde calde, gattò, sformato di patate (per la ricetta rimando al blog della mia amica Evelin, food blogger). Voi come avete festeggiato?

arancinablog

 

 

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