Cosa vedere a Palermo: un viaggio nel tempo nella Sicilia del Museo Geologico

Uno di questi pomeriggi appena trascorsi ho (ri)visitato, insieme al piccolosiciliano e a una amica con figlie al seguito, un museo visitato il mese scorso durante una manifestazione. Mi ha così entusiasmato la prima volta che ho deciso di rivederlo e di portarci pure le future generazioni. Ci siamo divertiti tanto. Strano a dirsi di un museo, vero? Ma questo è fatto così bene e così chiari sono i diorami e le spiegazioni esposte nei cartelli che non puoi fare a meno di entusiasmarti anche tu. Si, proprio tu che hai visto tutte le chiese possibili e inimmaginabili di Palermo. Si, proprio tu! Perché non vai a visitare questo bel posto?? Di chi sto parlando? Ma di lui: il Museo geologico Gaetano Giorgio Gemmellaro in corso Tukory.

Il Museo con le sue otto sale articolate su più piani custodisce oltre 600mila reperti, tra i quali si ritrovano quelli riguardanti la storia geologica della Sicilia. Eccola qua sotto la nostra Sicilia in una ipotetica ricostruzione su come eravamo all’epoca dei dinosauri… sott’acqua! Un’acqua però cristallina e ricca di vita.

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La storia del Museo Geologico dell’Università degli Studi di Palermo inizia con la fondazione della Regia Accademia degli Studi istituita nel 1779 dal re Ferdinando I di Borbone. Nel 1838 Pietro Calcara mise mano ad un riordino delle collezioni del Gabinetto di Scienze Naturali formando il primo consistente nucleo del Museo. Nel 1860, con l’arrivo a Palermo di Gaetano Giorgio Gemmellaro, viene fondato il Museo Geologio che in breve diventerà una delle più prestigiose istituzioni mussali della città di Palermo ed uno tra i principali musei geologici e paleontologici europei. Il museo è ospitato nella sede di Corso Tukory.

Ogni sala quale reperti conserva?

La prima sala, chiamata Burgio, al momento non era disponibile per la visita perché stanno effettuando dei lavori di miglioramento. In questo spazio sono presenti vetrine tematiche che ospitano le rocce ignee provenienti da diversi edifici vulcanici siciliani, attivi e spenti (Etna, Eolie e Isola Ferdinandea). Nella sala c’è anche un soppalco dove sono presenti vetrine dedicate ai differenti gruppi animali esposti in ordine sistematico: dagli organismi unicellulari ai vertebrati. Nella sala del Permiano sono esposti fossili risalenti a 300-250 milioni di anni fa. Vi si trovano i più antichi fossili siciliani provenienti dalla Valle del fiume Sosio. Il diorama mostra l’ipotetica ricostruzione del fondale marino del Permiano, ultimo periodo dell’era Paleozoica.

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Nella sala del Triassico, primo periodo dell’Era Mesozoica, ci sono fossili risalenti a 250-200 milioni di anni fa e un grande dipinto mostra un fondale marino con al centro delle raffigurazioni tridimensionali che rappresentano i fossili tipici rinvenuti nelle rocce siciliane del periodo. La sala del Giurassico ha reperti risalenti a 200-150 milioni di anni fa. Sono esposti esemplari di cefalopodi e un modello di ammonite sezionata ci dà l’idea di come fossero complessi internamente. Nella sala del Cretaceo, ultimo periodo dell’Era Mesozoica databile tra 145-65 milioni di anni fa, sono conservati reperti di rocce formatesi in ambienti diversi. C’è poi un enorme dipinto che ricostruisce un ambiente di scogliera del periodo. Nel corridoio che porta alle sale successive è esposta (al momento ci sono lavori in corso ma è comunque visibile) la ricostruzione in scala naturale delle mascelle di Carcharodon megalodon, il più grande squalo vissuto sulla terra la cui lunghezza poteva raggiungere 18 metri. La sala dei cristalli custodisce, invece, diversi minerali risalenti al Messiniano, 7 milioni di anni fa, come zolfo, salgemma, celestina e gesso. Tra i campioni anche un cristallo di gesso contenente una goccia di acqua dell’antico mar Mediterraneo.

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La Sala dell’Uomo è dedicata interamente a Thea, scheletro di donna del Paleolitico superiore proveniente dalla grotta di San Teodoro (Acquedolci, Messina) di cui è stato ricostruito il volto. Nella sala vi è anche la riproduzione della ricostruzione e una grotta con gli uomini della preistoria. Nell’ultima sala, chiamata sala degli Elefanti, si ritrovano i reperti delle faune che popolarono la nostra Sicilia durante il Pleistocene medio, cioè 500-120 mila anni fa, tra i quali gli elefanti nani.

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Dove si trova e come lo si può raggiungere dal b&b?

Il museo si trova in Corso Tukory 131. Per raggiungerlo dal b&b potete prendere il 118 o il 108 da via Goethe. Fermatevi alla prima di via Ernesto Basile e dirigetevi verso il mare, come se si volesse andare alla stazione centrale, mantenendo la sinistra. Il museo si trova a circa 200 metri dalla fermata del bus.

Quanto costa il biglietto?

Il biglietto costa 3 euro per gli adulti, 2 euro è il prezzo del ridotto, mentre per bambini al di sotto dei 6 anni non si paga ticket. Il prezzo sale a 5 euro per una visita guidata. Consigliatissima! Perché insieme ai ragazzi dell’associazione Petra farete un viaggio nel tempo che vi condurrà alla scoperta di una Sicilia come non l’avete mai vista.

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