Trinacria

 Il simbolo  raffigura un essere con tre gambe (dal greco τρισκελής) e una testa di una Gorgone, quella di Medusa per l’esattezza. La storia dell’elemento, conosciuto ai più con il nome di Trinacria (= tre promontori), è complessa e di difficile attribuzione. Chiamata anche Triscele, indica “terra con tre alti promontori” (i Greci, quando la circumnavigarono, scoprirono che aveva una forma triangolare con tre punte chiamate ora Capo Passero, Capo Peloro e Capo Lilibeo) e la testa con capelli di serpenti, spesso sostituiti con spighe come simbolo della fertilità dell’isola, è incorniciata da ali che indicano il trascorrere del tempo.

bandiera siciliana

Sono sempre rimasta affascinata da questa immagine: la presenza di un volto femminile, i serpenti, le ali e tutto l’insieme che richiama il triangolo e tutta la simbologia che ne segue. Qui è condensata l’essenza dell’isola! Un mistero. Almeno per me che la sto vivendo da solo dieci anni e ancora tanto mi rimane da conoscere e capire. Insomma, questa domenica, passeggiando pacatamente lungo i razionali giardini di Villa Giulia, sono arrivata fino alla Fontana del Genio (1618) dove ho trovato la Trinacria e ho voluto approfondire leggendo qua e là alcuni interessanti articoli. Alla fine del mio, riporto i link degli articoli letti, così che non si possa fare torto a nessuno. E poi, perché, se vi va, potete approfondire andando a leggere la fonte originale. Il mio è solo un post sensoriale: la bellezza del luogo (Villa Giulia) è in contrasto con la piazzetta spoglia e abbandonata in cui è raffigurata la Trinacria.


trinacria

foto del particolare della Fontana del Genio – 1618

Il simbolo è stato adottato nel 2000 dal Parlamento Siciliano come elemento caratterizzante la bandiera siciliana. Si trova posizionato al centro tra il rosso e l’oro della bandiera, che ha origine nel 1282, dopo la vittoria sulla dominazione Angioina. Dunque, il rosso che rappresentava il potere di Palermo si collega al giallo che caratterizza Corleone, centro agricolo importante in epoca passata.

Si legge nel blog di Davide Renda che nelle prime fasi dei Vespri, si applicò alla bandiera anche il motto An. Tu. Do.  cioè Animus Tus Dominus, “il coraggio è il tuo signore”. La frase suona come incitamento. La guerra del Vespro si concluse con la Pace di Caltabellotta, nel 1302, successiva alla costituzione del Regno di Sicilia del 1296, con al potere Federico III.
Ma è affascinante anche la versione proposta su grifeo.it dove si legge che la nascita della Sicilia sia dovuta a tre ninfe. Si narra che le tre ninfe, che giravano in lungo e in largo per il globo prendendo terra, sassi e frutti dalle zone fertili che incontravano, decisero di fermarsi poi su un territorio con un cielo limpido e azzurro. Dai tre punti dove si erano fermate gettarono in mare tutto quello che avevano raccolto nel loro vagare. Il mare divenne un arcobaleno e dalle onde emerse una terra splendente e profumata.

Così la ricorda Dante Alighieri:

E la bella Trinacria, che caliga tra Pachino e Peloro, sopra ‘l golfo

che riceve da Euro maggior briga, non per Tifeo ma per nascente solfo,
attesi avrebbe li suoi regi ancora, nati per me di Carlo e di Ridolfo,

se mala segnoria, che sempre accora li popoli suggetti,

non avesse mosso Palermo a gridar: “Mora, mora!”
(PARADISO – CANTO VIII)

 

Fonti

http://it.wikipedia.org/wiki/Triscele

http://www.ninniradicini.it/articoli/trinacria_storia_mitologia_sicilia.htm

http://diariodiungiovanesiciliano.blogspot.it/2012/12/i-730-anni-della-bandiera-siciliana.html

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...