Cosa vedere a Palermo: Oratorio di San Mercurio

In un cortile accanto alla chiesa di San Giovanni degli Eremiti, si trova un piccolo gioiello che ho scoperto quasi per caso. Anzi, solo per caso. Perché il progetto iniziale era di andare alla chiesa, ma appena entrata nella biglietteria mi hanno informato che l’agevolazione per i cittadini (poter visitare i monumenti a 1€) era stata cancellata da un mese. Così, avendola già vista anni fa (ora volevo solo fare delle foto e stare un po’ tranquilla in quel paradiso), ho optato per curiosare all’interno del cortile nella traversa prima della chiesa. Ho trovato il sacro e il profano!

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ingresso dell’oratorio San Mercurio

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pub di fronte

Sono entrata dentro l’oratorio e una ragazza davvero molto entusiasta e preparatissima mi ha accompagnato alla scoperta di questo gioiellino incastonato tra due colossi come la chiesa di San Giovanni degli Eremiti e il Palazzo Reale. Ho pagato un biglietto dal costo irrisorio e ho avuto una guida personalizzata. Per di più mi è stato rilasciato un ticket con cui posso accedere ad un prezzo agevolato nelle chiese e nei musei convenzionati. Meglio del previsto, no?

Entrate con me!

Il 22 giugno del 2013 apriva al pubblico l’Oratorio di San Mercurio. Questa è una delle immagini precedenti al recupero, che evidenza l’abbandono e il pessimo stato della costruzione.

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trovata qui

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ora è molto più bello, no?

L’oratorio è l’unico esistente dei tre che erano posseduti dall’antica Compagnia della Madonna della Consolazione in San Mercurio, fondata nel 1572. In uno scudo di un putto si legge una data: 1678. Questo sarebbe il periodo in cui, con molta probabilità, i fratelli Giuseppe e Giacomo Serpotta avrebbero lavorato. L’oratorio infatti si contraddistingue per la presenza di alcuni elementi tipici che caratterizzano il Serpotta: i putti, sebbene questi non siano così raffinati e abbiano proporzioni esagerate, il bianco onnipresente e l’interazione tra le varie figure. Sono presenti altre decorazioni in stucco databili intorno al secondo decennio del Settecento, probabilmente eseguite dal figlio Procopio. La scala attraverso cui si accedere all’Oratorio è del 1719, mentre di qualche anno prima è il pavimento in maiolica che riporta il martirio di San Mercurio.

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A questo oratorio è legata una leggenda. “Si narra che il viceré Giovanni de’ Vega, dalle finestre del Palazzo Reale, assistette per tre notti consecutive ad uno strano fenomeno: una strana luce si originava nella zona deserta, ovvero non abitata, antistante il Palazzo. Dopo alcune ricerche venne trovata l’immagine della Vergine dipinta su una roccia. Fu così che il viceré decise nel 1557 di far erigere al di sopra dell’antico antro di San Mercurio, i due Oratori e la Cappella dedicata appunto alla Madonna del Deserto, dove custodire la sacra immagine. Sarà soltanto nel 1572 che il Senato di Palermo concederà l’edificio religioso alla Compagnia della Madonna della Consolazione in San Mercurio. Membri di tale congrega erano alcuni nobili che perseguivano lo scopo di concedere il “bel morire”, ossia una morte dignitosa, ai malati del vicino Ospedale di palazzo Sclafani. Questa missione era correlata ad una sorgente, ubicata nella Cappella, dal quale sgorgava dell’acque ritenuta miracolosa, acqua che in realtà provenivano dal fiume Kemonia.” 

Ma chi era San Mercurio?

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In questa tela di ignoto, posizionata nel lato sinistro dell’altare, si assiste al suo martirio. Era figlio di un cristiano e fu soldato sotto gli imperatori Decio e Valeriano. Nei ranghi dell’esercito romano arrivò a essere un generale. Quando rivelò la sua fede, fu torturato per tre volte e per tre volte guarito da un angelo. Fu poi riportato nella sua terra di origine, Cesarea di Cappadocia, e fu decapitato. E in questa tela si vede l’elmo sulla sinistra in basso a testimoniare la sua resa e il capo scoperto teso verso il martirio. Sopra anche l’angelo che per tre volte l’aveva salvato dalle torture. Mercurio, per i pagani, era il dio dei commerci e l’alato messaggero degli dei. L’iconografia del santo non si allontana di molto dall’immagine che ci viene tramandata di Mercurio. Comunque, nel calendario cristiano, ci sono ben due santi con questo nome: entrambi martiri e soldati. Poco e niente si sa di questo personaggio, di certo c’è solo che il suo culto è antico e si festeggia il 25 novembre.

Vi ho incuriosito almeno un poco? Non perdetelo.

 

L’Oratorio è aperto tutti i giorni dalle 10 alle 18 e il costo del biglietto è di €2,50. Aprite questo link per visualizzare maggiori informazioni. L’ingresso da poi diritto a delle riduzioni nelle chiese/musei aderenti. Dal b&b si può raggiungere a piedi in venti minuti o prendendo il 118 o il 108, fermandosi davanti a Villa d’Orleans. Attraversate la strada e in due minuti siete all’Oratorio.

Tutte le foto sono state scattate da me, le altre riportano il link alla pagina dove le ho trovate.

 

 

 

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