Sono tornata! E… “che la forza sia con me”

Settembre. Tanti progetti stilati durante l’estate: rubriche, programmazione dei post, nuove collaborazioni… insomma, semino bene e razzolo male. Perché una cosa è progettare e un’altra è scrivere: la prima mi riesce bene però il panico da foglio bianco è reale. Ma oggi, durante la colazione, uno degli ospiti mi è stato di grande aiuto.

“Allora? Questo blog, quando lo aggiorniamo?”.

Beh, Maurizio, sappi che hai fatto scattare la scintilla scribacchina: sapere che qualcuno mi legge, e che non è pura astrazione ma fisica presenza, mi ha aiutato a scrivere questo post. E credo che sarà uno stimolo anche per i prossimi. Grazie di cuore, è stato un piacere conoscervi.

Oggi vi porto a conoscere il Museo Diocesano.

museodiocesano

Si trova a circa 8 minuti a piedi dal b&b. Io e Cesare l’abbiamo visitato una giornata di metà luglio quando andare al mare era impossibile per l’arrivo degli ospiti a metà mattina e quando il piccolosiciliano saltava da un divano all’altro già dalle 8 del mattino. Davvero una scelta imprendibile.

Ecco la comodità di scegliere un b&b al centro della città (e lì viverci).  Dietro casa ho la possibilità di scegliere più destinazioni,  persevero con l’obiettivo di sensibilizzare mio figlio al patrimonio culturale della città e pure perché colmare le proprie lacune non è male. In dieci minuti di passeggino, raggiungiamo il Museo Diocesano, in via Matteo Bonello, di fronte alla Cattedrale. Era da tempo che mi ripromettevo di vederlo. Sapevo che all’interno conservava una tela raffigurante Santa Rosalia con le vesti di monaca basiliana. E visto che domani si festeggia Santa Rosalia (4 settembre) mi è sembrato un buon motivo per passare lì alcune ore.

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Il museo custodisce opere provenienti da chiese oramai distrutte, o dalla guerra o dalla necessità pubblica (come la costruzione di nuove strade per il nuovo assetto urbanistico) e di opere smembrate, come le sculture del retablo del Gagini che prima stava in Cattedrale.

Il museo si trova al primo piano, con accesso dal secondo cortile, del prestigioso palazzo Arcivescovile, fatto costruire nel 1460 dall’arcivescovo Simone di Bologna.Ci sono alcuni gradini non proprio comodissimi per chi ha il passeggino (che comunque si può lasciare giù) però il resto del palazzo è servito di ascensore.

Ci sono circa quindici sale e attraverso circa 150 opere esposte (pitture, sculture e opere d’arte decorativa) si ha molto chiaro il patrimonio che delinea la storia della Diocesi di Palermo dal XII al XIX secolo.

La prima sala è dedicata all’accoglienza: c’è la biglietteria e il bookshop. Una ragazza ci viene incontro con dei depliant informativi: sarà lei a farci conoscere il tesoro che conserva il museo.

La prima sala è detta dei Fondi d’Oro, contenente opere normanne e sveve (XII-XII secolo).

Sono qui per conoscere l’iconografia della patrona di Palermo e non posso fare a meno di ammirare la tavoletta medievale con i santi Oliva, Elia, Venera e Rosalia, incorniciata con medaglioni in avorio del XVII secolo che raffigurano la vita della santa.

paliotto

ph. Museo Diocesano

Il piccolosiciliano invece è attratto dal “totem”, come l’ha sopranominato lui, che altro non è che un cristo dipinto su tavola che raffigura anche San Giovanni e la Vergine.

Poi si accede alla Sala della Trifora, che prende il nome dall’elegante elemento architettonico, con all’interno opere del tardo Quattrocento e un preziosissimo codice con le pagine miniate del 1452.

Al piano superiore ci sono la Sala Azzurra e la Gialla che ci restituisce l’atmosfera dei ricchi saloni che caratterizzavano l’edificio secondo il gusto dell’epoca. Nei sovraporta si notano elementi di decorazione in stile cinese.

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Sono stanze una dentro l’altra e  ho dovuto rincorrere il piccolottero che svolazzava da una parte all’altra di quella meraviglia; per fortuna la ragazza è stata paziente e ogni tanto mi ha pure aiutato ad acchiappare il birbante.

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particolare del tetto di una stanza

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pavimento maiolicato

Scendendo al piano interrato si può osservare da più vicino gli scavi effettuati durante il restauro del palazzo, che hanno messo in luce preesistenze della Paleapoli punica fino all’età medievale, tra cui un tracciato urbano che incrociava la via marmorea. Si prosegue attraverso altre sale con opere scultoree in marmo con opere di Domenico Gagini e Francesco Laurana. Sono del figlio di Domenico, Antonello, i rilievi provenienti dalla Tribuna della Cattedrale di Palermo, distrutta nel XVIII secolo (il modello è esposto nella sala VIII) e qui il piccolosiciliano ha espresso tutto il suo gaudio e tripudio per le suatue”, cioè statue, degli angioletti e i busti delle signore dell’epoca (statue). Risaliamo poi su, sempre in ascensore e passeggino al seguito, dove si riprende il circuito cronologico delle pitture. Finalmente la sala dedicata a Santa Rosalia: il suo primo ritratto ufficiale è stato dipinto da Vincenzo La Barbera, che era un grande devoto della santa, e portato in processione il 4 settembre 1624 per volontà del Senato palermitano. È presente anche una tela di Vito d’Anna, il maggior pittore della prima metà del Settecento a Palermo. Ci sono anche altre tele e dipinti dedicati alla santa. Vale la pena visitare il museo. Seguono sale con le opere del tardomanierismo siciliano, Zoppo di Gangi, Giuseppe Albina, Pietro d’Asaro, poi del Barbalonga, allievo del Domenichino, e di Pietro Novelli.

Abbiamo trascorso un’ora circa all’interno dell’edificio. La ragazza che ci ha accompagnato è stata davvero molto brava ed entusiasta, pienamente consapevole del patrimonio che all’interno del Museo Diocesano viene conservato. Sono rimasta contenta della visita e anche il piccolosiciliano non ha potuto fare a meno di parlare delle “suate” pure il giorno seguente.

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Info utili aggiornate al 2014

www.museodiocesanopa.it

Costo

Biglietto intero €4,50

Previsti biglietti ridotti, scontati e combinati.

Apertura

Dal Martedì al Venerdì 9.30-13.30

Sabato 10-18

Domenica e Festivi 9.30-13.30

Chiuso il Lunedì

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4 pensieri su “Sono tornata! E… “che la forza sia con me”

  1. Ciao Raffa, finalmente posso fare un commento come si deve! Un post impegnativo non c’è che dire.
    Ci comunichi innanzitutto l’amore per la tua città di adozione, il desiderio di insegnare a tuo figlio quanto sia importante conoscere il proprio patrimonio culturale e condividerlo con noi che ti leggiamo. Tante volte è più facile portare i nostri bimbi al parco giochi…e invece sanno stupirci e qualche volta apprezzare anche qualche piccolo insegnamento!
    Mi ripeto, il tuo stile mi piace tanto, chiaro, diretto ed esaustivo, mi invogli a leggere, mi incuriosisci sempre.
    Aspetto altre news sulla tua città meravigliosa e sul tuo piccolo siciliano. Un grande abbraccio, Vale

    • Ciao Vale, grazie per aver lasciato il commento. Mi sarà da stimolo per i prossimi post. Palermo mi affascina sempre e cerco di mettere in evidenza il lato migliore della città e di trasmettere questo anche a mio figlio. Sono contenta di riuscire a trasmettere questo anche a te! spero di poterti conoscere quanto prima. Un abbraccio, r.

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