Palermo e il festino: brevi cenni per ricordare santa Rosalia

Dal 10 al 15 luglio la città sarà in festa per onorare la sua santa patrona: Santa Rosalia, che liberò Palermo dalla peste dopo che le sue reliquie furono portate in processione il 9 giugno 1625.

Ma chi è Rosalia?

La ragazza visse a Palermo tra il 1130 e il 1170 durante il periodo normanno. La città era in fermento sia dal punto di vista culturale-artistico che politico-economico e religioso. Questo è anche il periodo dove la sensibilità religiosa viene catturata dal monachesimo bizantino e dalla scelta dell’eremitismo. Sono incerte le notizie relative alla sua famiglia d’origine. Quando venne a Palermo abitò, forse, in una casa dell’Olivella vicino alla prima chiesa a lei dedicata. Decise di fare l’eremita durante la preparazione per la cerimonia di nozze: si narra che Cristo le sia apparso poco prima di sposarsi. Si spostò nel bosco di Palazzo Adriano, poi sulle montagne di Bivona a Santo Stefano di Quisquina e poi fece ritorno a Palermo scegliendo Monte Pellegrino come meta ultima, perché lì morì il 4 settembre 1170. Nell’immagine sotto ecco il santino che la ritrae nella posizione in cui è stata ritrovata. Rappresentata con le rose tra i capelli, attributo scelto per l’assonanza con il nome, un crocifisso perché la sua vita era dedicata a Cristo e un teschio per rappresentare la sua condizione di eremita.

santino

Un’antica pala d’altare, datata intorno al XIII sec., la raffigura monaca basiliana. Il quadro si trova al Museo Diocesano di Palermo. E nella chiesa del SS Salvatore è presente un’iscrizione e una tela che rievocano il passaggio di santa Rosalia.

rosalia basiliana

Ma cosa fece Rosalia per meritarsi l’appellativo di santa?

Ecco alcuni cenni. La storia inizia il 7 maggio 1624, quando, proveniente da Tunisi, arriva a Palermo un vascello “carico di mercanzie e ricchi doni” dove covava però la peste che si diffonde in città. Sempre nel maggio dello stesso anno, una donna, colpita dal morbo, tale Girolama La Cattuta, sogna Santa Rosalia che le promette la guarigione se si fosse recata in pellegrinaggio sul Monte Pellegrino. Il 15 luglio 1624 furono così ritrovate delle ossa umane ricoperte di concrezioni calcaree, nel luogo indicato dalla donna che aveva ricevuto in sogno le indicazioni direttamente dalla santa. A fine luglio si stabilisce di onorare Santa Rosalia come patrona di Palermo, dedicandole una cappella in cattedrale per onorare le sue reliquie. La peste continua a imperversare anche l’anno successivo mietendo vittime in tutta la città.

Il 4 febbraio 1625 Vincenzo Bonelli, distrutto dal dolore per la perdita della moglie, morta di peste, sale sul monte Pellegrino con intenti suicidi. Qui gli appare la santa, indicandogli la grotta dove ha trovato la pace e chiedendo all’artigiano di riferire all’arcivescovo Giannettino Doria di portare le sue reliquie in processione affinché la peste possa finire di tormentare la città. Bonelli, in punto di morte, racconta la sua visione al confessore che subito lo fa presente all’arcivescovo.

Nel giugno del 1625 vengono portate in processione le reliquie della Santa e subito, nonostante il timore di diffondere ulteriormente il contagio, la peste viene scongiurata: si blocca la diffusione dell’epidemia.

rosalia libera dalla peste

L’opera è di Vincenzo La Barbera e si intitola Rosalia intercede per la città di Palermo, olio su tela. Il quadro è del 1624, una delle primissime immagini che raffigura la santa che intercede per la città, in basso a sinistra. Ben in evidenza gli elementi che la contraddistinguono: il liliim, la corona di rose, il libro e il teschio. Sullo sfondo Monte Pellegrino.

Perché mi ha ha particolarmente colpito l’iconografia della santa?

Perché l’anno scorso, dopo aver fatto un giro a Ballarò, sono andata a prendermi un succo in un bar che si affaccia sulla via Maqueda. Lì, sul bancone della rosticceria, che mi guardava con occhi languidi e sensuali, trovo un santino con una Rosalia procace e avvenente. Eccola qua. Si tratta di un quadro di Pino Buttita. Non so niente del pittore. Ma non sembra anche a voi una santa Rosalia appena uscita dalle prove di Jesus Christ Superstar?

rosalia anni 70

 

 

fonti iconografiche: http://www.cattedrale.palermo.it e www.museodiocesanopa.it

 

 Espana

 

La historia de Santa Rosalia

Desde el 10 de julio hasta el 15 en ciudad hay la celebración en honor de su patrona Santa Rosalía, Palermo que liberó de la plaga después de que sus reliquias fueron llevadas en procesión el 9 de junio de 1625.
Pero, ¿quién es Rosalia?
La chica vivía en Palermo entre 1130 y 1170 durante el período de los Normannos. La ciudad estaba en crisis desde el punto de vista de la diversidad cultural-artística-económica y política-religiosa. Este es también el período en que la sensibilidad religiosa fue capturada por el monachesimo bizantino y la elección eremítica. Vivía en Palermo, en el lugar llamado Olivella, cerca de la primera iglesia dedicada a ella. Decidió hacer el ermitaño durante la preparación
de su boda, cuando Cristo apareció poco antes de casarse.
Se instaló en los bosques de Palazzo Adriano, luego en las montañas de Bivona en Santo Stefano di Quisquina y luego regresó a Palermo elegendo Monte Pellegrino como su objetivo final, porque ahí es donde murió el 04 de septiembre 1170. La fotografía por debajo de aquí es la santa retrata en el lugar donde fue encontrada. Representada con rosas en el pelo, optado por atribuir la similitud con el nombre de un crucificado porque su vida fue dedicada a Cristo y un cráneo para representar el estado de ermitaña.
Un antiguo retablo, que data alrededor del siglo XIII., representa la monja Basiliana. La pintura se encuentra en el Museo Diocesano de Palermo. Y en la Iglesia del Santísimo Salvador hay una inscripción y una pintura que evoca el paso de Santa Rosalía por aquí.
Pero ¿qué hizo para merecer el nombre de santa?
La historia comienza el 07 de mayo 1624, cuando, desde Túnez, llegaron a Palermo un buque “cargado de ricos dones y mercancías”, donde arde pero la peste en la ciudad. También en mayo de ese mismo año, una mujer fue golpeada por la enfermedad, tales Girolama La Cattuta, sueños de Santa Rosalía que promete la curación si se fue en peregrinación al Monte Pellegrino. El 15 de julio 1624 de este modo se encontraron huesos humanos cubiertos con concreciones calcáreas, en el lugar indicado por la mujer que había recibido la información directamente de la santa en sueño. Al final de julio, se estableció de honrar a Santa Rosalía como patrona de Palermo, dedicando una capilla en la catedral en honor a sus restos. La plaga continúa haciendo estragos en el año siguiente cobrando víctimas en toda la ciudad.
El 04 de febrero 1625 Vincenzo Bonelli, destruido por el dolor por la pérdida de su esposa, que murió de peste, asciende al Monte Pellegrino con la intención de suicidio. Aquí está la santa, que apunta a la cueva donde se encontró la paz y pidiendo al artesano que informe al Arzobispo Giannettino Doria para traer sus reliquias en procesión para que la plaga podría acabar de atormentar  la ciudad. Bonelli, en su cama de muerte, habla de su visión con un confesor que lo señaló a el arzobispo.
En junio de 1625 se llevaron en procesión las reliquias de la santa y ahora, a pesar del temor a la propagación de la infección, la plaga se evitó: bloqueò la propagación de la epidemia.
El trabajo de Vincenzo La Barbera se titula Rosalia intercediendo por la ciudad de Palermo, óleo sobre lienzo. La imagen es de el 1624, una de las primeras imágenes que representan a la santa que intercede por la ciudad, en el inferior a la izquierda. Bueno destacar los elementos que lo distinguen: la liliim, la corona de rosas, el libro y el cráneo. En el fondo hay Monte Pellegrino.
Porque me llamó especialmente la atención la iconografía de la santa?
El año pasado, después de haber recorrido Ballarò, fui a hacerme un zumo en un bar con vista a la Via Maqueda. Allí, en el mostrador de rosticceria, mirándome con ojos lánguidos y sensuales, me parece una estampa con una Rosalia tetona y honra. Aquí lo tienes. Es una pintura de Pino Buttita. No sé nada de el pintor. Pero no parece que una santa Rosalía acaba de salir de las pruebas de Jesucristo Superstar?
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