Perché a Palermo l’arancina è fimmina!

Ma quante potrei mangiarne??

Non tante a dire la verità, perché il mio stomaco non sempre è amico (sob!) delle fritture. Ma quando sto bene, che sia metà mattino o pomeriggio, un’arancina non me la leva nessuno, soprattutto quando l’olio usato per la frittura è pulito. Questa l’ho comprata alla Vucciria. Ma guardatela qua… non è meravigliosa??

 

arancina

Sono orgogliosa di lei: gustosa, poco pepata, con sugo speziato (sapeva di chiodi di garofano) e quella perfetta croccantezza della panatura… ne mangerei subito un’altra, giusto per pareggiare il conto.

Ma veniamo al dubbio che lascia perplessi parecchi turisti e no: si chiamano Arancine o Arancini?

Diciamo che a Palermo le arancine, chiamate così perché ricordano la forma di un’arancia, sono conosciute al femminile. Se andate a Catania ricordatevi di chiamarle al maschile. Perché? Mah. Gli studiosi ancora discutono. Prima o poi si arriverà a una conclusione. Ma voi fate così: mangiatene una a Palermo e una a Catania. Così potete pareggiare i conti!

L’origine dell’arancina, come leggo nella mia sacra bibbia sulla ritualità del mangiare (arricchito da ricette tradizionali), si deve all’emiro Ibn at Timnah, che inventò il timballo di riso o di pasta che portava dietro ogni qualvolta andava a caccia. Il riso, al profumo di zafferano e arricchito di pisellini e pezzi di carne, fu manipolato fino a diventare una palla, impanata, fritta e facile da trasportare. E poi, come dice il nostro esperto di tradizioni popolari e tradizioni culinarie Basile, “non va a male rapidamente e si mangia a temperatura ambiente”.

mangiare di festa

Ora si trovano pure arancine con gusti esotici venduti in locali che non posso nominare perché non li ho provati e per non fare troppa pubblicità. Venite qua, fermate un palermitano e ve lo saprà indicare. Ma per me rimangono due le arancine della tradizione: al burro e alla carne.

Alle arancine è dedicato il giorno di Santa Lucia, il 13 dicembre. Ne è diventata la regina, ma pure panelle (farina di ceci fritta) e cuccia (grano o farro bollito, in tempi antichi condito con olio ora nota nella sua versione dolce con ricotta e cioccolato o canditi) si mangiano in questo giorno di rinuncia (che proprio “rinuncia” non sembra). Il precetto cristiano prevede di evitare la carne, ma i siciliani non solo non conoscevano la carne, cibo da ricchi, ma a volte manco il pane. Era facile, per questo, non mangiare  pane e pasta e carne in questo giorno.

Volete cimentarvi nella preparazione delle arancine? Seguite la ricetta della mia amica Evelin e poi mi dite.

 

Espana

 

 

¿cuàntas me comería?

No muchas la verdad, porque mi estómago no es siempre amigo (sob!) papas fritas. Pero cuando estoy bien, es a media mañana o por la tarde, un’arancina no me la quita nadie, sobre todo cuando el aceite utilizado para freír es limpio. Esta la compré en la Vucciria. Pero miradla … ¿no es maravillosa?

Estoy orgullosa de ella: sabrosa, con poca pimienta, con salsa picante (probado de dientes) y que empanado crujiente perfecto … me comería otra, sólo para igualar el marcador.

Pero llegamos a la pregunta que deja perplejos a muchos turistas y no: se les llama Arancine o Arancini?

Digamos que en Palermo arancina, llamada así porque se asemejan a la forma de una naranja, son conocidas en femenino. Si vais a Catania acordaos de llamarlas en masculino. ¿Por qué? Mah, eruditos todavía discuten. Tarde o temprano se llegará a una conclusión. Pero haced así: comeos una en Palermo y otra en Catania. Así podréis hacer la comparación!

El origen de la arancina, como he leído en mi Biblia en el ritual sagrado de comer (enriquecido con recetas tradicionales), debe emir Ibn al Timna, que inventó el timbal de arroz o pasta que trajo con él cuando se fue de caza . El arroz, sazonado con azafrán y enriquecido con los guisantes y las piezas de carne, fue manipulada para convertirse en una bola, empanado, frito y fácil de llevar. Y entonces, dice nuestro experto en las tradiciones populares y las tradiciones culinarias Basile, “no van mal rápidamente y se come a temperatura ambiente.”

Ahora se encuentran también Arancine con gustos exóticos que se venden en lugares que no puedo nombrar porque no las he probado y por no hacer demasiada publicidad. Venid aquí, parad a un Palermitano y os lo sabrá indicar. Pero para mí, hay dos dos arrancien tradicionales: con mantequilla y con carne.

Hay un día dedicado para la arancine. Es el Día de Santa Lucía, 13 de diciembre. Se ha convertido en la reina, pero también los “panelle” (de harina de garbanzos frita) y la “cuccia” (trigo o cebada hervida, sazonada con aceite de oliva en los tiempos antiguos conocidos en la actualidad en su versión con ricotta dulce y fruta confitada o chocolate) se comen en este día de la retirada ( que no parece “renuncia”). El precepto cristiano espera evitar la carne, pero los sicilianos no sólo no conocían la carne, comida de ricos, a veces ni el pan. Era fácil, por lo tanto, no comer pan y pasta y carne en el día de hoy.

¿Quieres probar su mano en la preparación de arancine? Seguid la receta de mi amiga Evelin y ya me contaréis.

 

 

Annunci

Un pensiero su “Perché a Palermo l’arancina è fimmina!

  1. Hello There. I found your blog the use of msn. This is a very
    well written article. I’ll be sure to bookmark it and return to learn more of your helpful info.
    Thanks for the post. I’ll certainly return.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...