Camminata tra le stradine di Udine a Palermo

Ospitare significa anche conoscere persone e incontrare luoghi. Gli ospiti di alcune settimane fa mi hanno parlato della loro cittadina di residenza, da me ignorantemente confusa.

“Ah, si Udine… quella cittadina sul lungomare con una piazza lastricata di marmo bianco…”

“Ehm, no… quella è Trieste”. 

“Bene! Allora Udine dov’è???”

Figura balorda a parte, ho realizzato che la cittadina ha circa 100 mila abitanti, situata al centro della regione, a soli 20 Km dal territorio sloveno, è capoluogo di provincia del Friuli Venezia Giulia. Durante le chiacchierate mattutine, tra un caffè e un ripasso dei monumenti e delle chiese viste il giorno precedente (ebbene si! interrogo durante la colazione… ), mi hanno fatto conoscere una curiosa storia che ha a che vedere con un’antica via della città.

Si tratta delle “contrade dal spelevilan” che in friulano indica un antico toponimo dell’attuale via Paolo Canciani. Le origini del nome risalgono al 1300 quando già allora la città aveva una vocazione prettamente commerciale. I contadini (da qui vilan), infatti, venivano in città a vendere i loro prodotti e tornandosene a casa, passavano per questa borgata dove tra osterie, bagni caldi e postriboli, lasciavano gran parte del denaro guadagnato.
Non si possono avere dubbi, no?  A levare la pelle (spele) al contadino (vilan) non ci voleva poi tanto!

Le foto presenti sono dei primi anni Ottanta, quando la vecchia piazza San Giacomo (ora piazza Matteotti) era sede del mercato locale. Oggi i palazzi, mi raccontano, sono stati quasi tutti recuperati e la piazza è davvero molto bella. Solo che le bancarelle non si sono più… al loro posto tanti bar con tavolini fino ai bordi della piazza. Le foto sono di Maurizio Gobitta e nel suo nome trovate il link all’album pubblico dedicato a Udine presente su facebook.

San Giacomo-ph.Gobitta

 

San Giacomo-ph. Gobitta

Una mattina ho presentato in tavola un piatto di gelsi che consideravo così “eccezionali” da non rendermi conto che gli alberi di gelsi sono così “normali” in Friuli da essere usati come confine, per delimitare un terreno dall’altro. E non avendo mai visto l’albero eccomi subito accontentata: eccone tanti perfino con la neve!

i gelsi - ph. Gobitta

 ph. Maurizio Gobitta


Mi ha entusiasmato chiacchierare con loro e conoscere una parte della storia della loro città. Spero tornino presto a trovarmi, ho tanto ancora da chiedere. Per esempio sui dolci. Se leggete, per favore, lasciatemi un commento o preparatevi sul tema. Non vi darò scampo! 

recensione udine

Sono contenta. Ora posso dire di essere, almeno un poco in più, di sana e robusta… geografia!

 

 

Espana

Alojar también significa conocer a gente y lugares. Hace unas semanas los huéspedes me hablaron de su ciudad de residencia, y  ignorantemente me confunde .

” Ah , sí … que la ciudad de Udine en el paseo marítimo con una plaza pavimentada con mármol blanco … “

“Uh , no … eso es Trieste. “

“¡Bien! Udine ¿Y dónde está ? “

Figura estúpida a un lado, me di cuenta de que la ciudad tiene unos 100.000 habitantes, situada en el centro de la región, en el Norte de Italia, a sólo 20 km del territorio esloveno, es la capital de la provincia de Friuli Venezia Giulia . Durante las conversaciones de la mañana, incluyendo un café y una revisión de los monumentos e iglesias visto el día anterior, me presentaron una curiosa historia que tiene que ver con una vieja calle de la ciudad .

 

Estas son las “tierras de spelevilan ” un antiguo nombre friulano que indica ahora la calle denominada Paolo Canciani. Los orígenes del nombre se remonta a 1300 , cuando antes la ciudad tenía una vocación puramente comercial. Los campesinos (de ahí Vilán ) , de hecho, llegaron a la ciudad para vender sus productos y tornandosene casa , pasaron por este municipio , donde entre tabernas, baños calientes y los burdeles , dejaban la mayor parte del dinero ganado .

No se puede tener dudas , ¿no? Para quitar la piel ( Spele ) a el agricultor ( vilan ) no se tomó mucho!

Las fotos son de la década de los ochenta , cuando la antigua plaza de St. James (ahora Piazza Matteotti ) fue la sede del mercado local . Hoy  los edificios , me dicen , han sido casi todos recuperados y la plaza es muy agradable. Sólo los puestos que nunca tienen en su lugar … así que muchos bares con mesas hasta los bordes de la plaza. Las fotos son de Maurizio Gobitta y en su nombre se encuentra el enlace al álbum público dedicado a Udine esta en facebook.

 

Una mañana me trajo a la mesa un plato de moras que consideraba como ” excepcional ” al no darse cuenta de que los árboles de moreras son tan “normal” en Friuli para ser utilizado como una frontera para definir un área en el otro. Y ya que nunca había visto el árbol que soy ahora satisfecha : aquí son muchos, incluso en la nieve me cautivó charlo con ellos y llegar a conocer una parte de la historia de su ciudad . Espero que pronto van a volver a verme , así que todavía tengo que preguntar. Por ejemplo en los dulces . Si usted lee , por favor déjeme un comentario o preparados sobre el tema. No voy a dar una oportunidad!

 

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