Holy Cross: per una memoria della comunità inglese a Palermo

In occasione della manifestazione Panormus. La scuola adotta un monumento, nel primo weekend di aprile ho potuto visitare la chiesa anglicana ubicata in via Roma angolo via Mariano Stabile. Mi ha sempre incuriosito questa piccola perla incastonata in moderni palazzi. Così questa volta, nonostante la pioggia, non mi sono fatta scappare l’occasione.

Gli studenti dell’Istituto Turistico Rutelli mi hanno accolto all’ingresso, accompagnandomi all’interno, spiegandomi, con professionalità e accuratezza, la storia della chiesa e della famiglia che ne aveva commissionato la costruzione.

Ho conosciuto, così, una porzione di storia inglese a Palermo.

holycross

Stile della chiesa

L’architettura e la decorazione della chiesa sono un esempio di perfetta unione di semplicità e tripudio di colori. Alcuni elementi di carattere gotico riflettono lo stile tipico del nord Europa, ma i mosaici in oro dell’abside sono di ispirazione bizantina, tipico tratto dell’arte siciliana. Le porte, finestre e i vetri decorati sono stati importati dalle fabbriche britanniche. Le sette finestre dell’abside rappresentano le scene della Bibbia.

abside

Nella facciata principale invece sono raffigurate la Vergine Maria, Maria Maddalena e San Giovanni. Il rosone centrale rappresenta l’Adorazione dell’Agnello.

rosone

Particolarmente interessante notare la simbologia legata alla storia dell’isola del nord Europa descritta nei quattro capitelli del tabernacolo centrale: la rosa simboleggia l’Inghilterra, il cardo la Scozia, il trifoglio l’Irlanda e l’iris la Sicilia.

Inghilterra

Per una piccola storia della comunità inglese a Palermo

La Sicilia, durante il 19° secolo, esattamente durante il decennio 1806-1815, divenne protettorato britannico, in seguito all’alleanza tra Borboni e Gran Bretagna. Arrivano in città migliaia di soldati dell’Armata Britannica e una ricca colonia di mercanti.

Palermo accoglie così il culto protestante, in particolare anglicano.

Erano presenti anche i cappellani anglicani al seguito delle truppe. In questo modo veniva garantita la celebrazione religiosa sia per i militari che per i mercanti che per tutti gli altri inglesi. La funzione però si svolgeva in luoghi adibiti a culto all’interno delle residenze diplomatiche o negli accampamenti militari. Ma la situazione muterà dopo il 1815, con la partenza delle truppe e dei cappellani a seguito. La comunità inglese poteva avere assistenza religiosa solo in modo occasionale grazie a pastori anglicani che si recavano in Sicilia per vari motivi o da parte di cappellani delle navi di Marina che attracavano per alcuni giorni del porto della città.

Succedeva che per alcune funzioni, come i battesimi o i matrimoni, gli sposi, per esempio, si dovevano recare o a Malta o a Napoli dove c’era il cappellano.

Le comunità anglicane chiedevano sostegno economico a Londra che però giudicava troppo esigua la loro consistenza per concedere denaro. Fortunatamente non mancavano le offerte di quei pastori anglicani che si proponevano anche come cappellani. Dagli anni Quaranta gli Inglesi di Palermo riuscivano così con sottoscrizioni volontarie ad assicurarsi la presenza di cappellani anglicani, ma non disponevano ancora di veri e propri luoghi di culto. Se a Messina era una casa privata ad ospitare cappella e cappellano, a Palermo la situazione era diversa. Le funzioni venivano celebrate nella residenza del console generale John Goodwin, che abitava a palazzo Lampedusa in via Butera, nella zona della Marina. Successivamente il console, a causa della sua incapacità motoria (non poteva più salire le scale), cambiò residenza trasferendosi a Palazzo Campofranco in piazza Croce dei Vespri. Ma dopo il ritiro di Goodwin, la comunità non poteva disporre neanche di quel palazzo per officiare il culto.

Il numero della comunità protestante era in costante crescita e all’indomani dell’unità di Italia prese sempre più consistenza l’idea di costruire un vero tempio per il culto. Così Joseph Whitaker e Benjamin Ingham jr. si assumevano l’impegno di erigere la chiesa affinché gli Inglesi di Palermo potessero finalmente celebrare, in una degna sede, le loro cerimonie religiose. Impegno che significava avere tanto onore quanto onere finanziario. L’edificio sorge in un terreno di fronte l’Hotel des Palmes, donato dalla vedova Ingham dopo la morte di Benjamin.

Solo nel 1875 la Chiesa venne aperta al culto.

La famiglia Ingham-Whitaker aveva sia fondato la chiesa sia ammobiliata con preziosi arredi. Il luogo di culto divenne poi anche memoria storica della comunità inglese di Marsala, che dopo la chiusura degli stabilimenti enologici vide il disgregarsi della comunità anglicana che si riuniva nella chiesa di St. John. Così dopo il 1929 parte degli arredi della chiesa di Marsala vennero trasferiti a Palermo, nel lato nord della chiesa nella Marsala chapel.

Dal secondo dopo guerra in poi la chiesa venne amministrata da Delia Whitaker e Audrey Pedicini. Alla morte di Audrey, Delia dona la chiesa al fondo diocesano di Gibilterra (l’arcivescovo di Gibilterra è la massima autorità della chiesa anglicana nell’Europa meridionale) realizzando, quasi un secolo dopo, il progetto del nonno che aveva fondato la chiesa e che voleva donarla alle autorità inglesi.

Delia moriva il 21 luglio 1971.

Fonti:

http://www.chiesaanglicanapalermo.it

http://web.tiscalinet.it/fondazionewhitaker/iwhitaker/dir/chiesaangl.htm

 

 

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