I siciliani: ovvero la virtù di fare discorsi senza parlare

Tra le tante domande che mi fanno i miei ospiti stranieri, una delle più gettonate riguarda la gestualità. Mi chiedono perché agitiamo la mano sotto il mento, che significa unire le dita a cuspide e agitarle davanti all’interlocutore. Insomma, si meravigliano del modo in cui usiamo il nostro corpo per esprimere emozioni che sarebbero altrimenti troppo difficili da spiegare a parole. Si sorprendono di quanto spesso agitiamo le mani per sottolineare i discorsi che si fanno, sia al bar tra amici che in strada litigando…

siciliani

Così ho comprato un libro che in poche parole (logicamente) spiega con efficacia i gesti più noti del repertorio siciliano. In modo da aiutarmi a spiegare il significato di gesti che di solito faccio senza fermarmi troppo a capire il perché. Oramai sono nel mio dna. E saperlo spiegare, per di più in inglese, è tutto un altro paio di maniche!

Il libro di oggi è di Fabio Oliveri.

 

363_la gestualità dei siciliani

 

 

Scritto in più lingue, con un breve prologo e  un racconto tratto dagli “Usi e costumi, credenze e pregiudizi del popolo siciliano” di Giuseppe Pitrè (1889) e tante tante immagini con la didascalia multilingue

  • siciliano
  • italiano
  • inglese
  • francese
  • tedesco
  • giapponese

La gestualità, si legge nel prologo, è un modo per comunicare tacendo, retaggio di una comunità rigida e repressiva che non permetteva il contatto diretto tra uomo e donna. Si comunicava con gli occhi. “La gestualità dei siciliani è anche un aspetto della loro teatralità, dell’attitudine alla recitazione e dell’amore di commedia, un genere a cui la loro estrosa creatività con molto successo si dedica da almeno due millenni e mezzo”. Con i gesti comunicano uomini e donne, però alcuni appartengono alla sfera maschile e altri alla sfera femminile: per esempio toccarsi i genitali quando passa qualcosa o qualcuno che porta sfortuna o agitare le mani in alto all’altezza delle orecchie per esprimere stupore per un evento, positivo o negativo.

 

he is scared

 

Ma il gesto più noto è quello delle corna. E bisogna stare attenti in quale direzione agitare la mano: se con le dita rivolte verso l’alto, il basso o centrali. Insomma, mi faccio tante di quelle risate che alla fine, pur non capendo l’esatta sfumatura, anche il mio caro amato ospite straniero si ritrova a ridere senza motivo!!

 

get lost

Le immagini sono tratte dal web, ma a casa ho una copia acquistata in libreria da consultare liberamente. Che aspettate a darmi il vostro parere? Usate questi gesti?

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